giovedì 8 dicembre 2016

nuova procedura corretto smaltimento rifiuti edili

Con la delibera di G. C. numero 100 del 25/11/2016 il Comune di Roma ha adottato le procedure previste dalla D.G.R. Lazio n°34/2012 (qui un testo più leggibile dell'allegato A) sulla tracciabilità dei rifiuti edili. Tecnico nominato e committente dei lavori, qualunque sia l'entità dei lavori edili, saranno da oggi sottoposti ad una nuova procedura burocratica di dichiarazione e verifica delle quantità di rifiuti prodotti.


Anzitutto, una breve considerazione di carattere generale: questa delibera attribuisce al tecnico (che sia progettista o direttore lavori) ulteriori responsabilità gravi. Invito tutti i colleghi che dovessero capitare su questa pagina a valutare questo peso adeguando opportunamente le proprie parcelle, evitando di chiedere cifre irrisorie per le pratiche edilizie che portano tutti noi a dover abbassare le richieste che sono sempre più ridicole, a fronte delle responsabilità sempre maggiori che ci dobbiamo prendere ed alla luce di una totale assenza ormai di tariffa minima che tutelava sia noi sia il ruolo che dobbiamo ricoprire, che, non ci si dimentichi, è di interesse pubblico.

La delibera è abbastanza chiara come linee generali, comunque la sintesi è la seguente:
  • in caso di lavori edili soggetti a PdC, DIA, SCIA, CILA, CIL (non sono esplicitamente citate dunque le opere di sola manutenzione ordinaria non soggetta a comunicazione obbligatoria) nei quali viene prodotto un quantitativo di rifiuti fino a 30mc (dopo vedremo come stimarlo) e per immobili residenziali o assimilabili (dunque gli uffici e poco altro, esclusi i negozi) sarà obbligatorio inviare ASSIEME all'istanza urbanistica anche il modulo di cui all'allegato 1 della delibera, nel quale il Tecnico nominato dal committente valuta la quantità di rifiuti che verranno prodotti dal cantiere. la CIL non prevede la nomina di un tecnico, dunque non si capisce cosa succede in quei casi, se andrà nominato un tecnico solamente per gestire lo smaltimento rifiuti o se di tale incombenza se ne occuperà lo stesso committente. Penso che sarà necessario sciogliere subito questo aspetto e quello legato alle manutenzioni ordinarie non soggette neanche a CIL;
  • se non si ricade nella tipologia di opere di cui al punto precedente (dunque rifiuti oltre i 30mc o interventi su immobili non residenziali o assimilabili) bisognerà predisporre un vero e proprio piano di gestione dei rifiuti, redatto secondo le linee guida della delibera 34. l'allegato 6 di questa delibera definisce il contenuto di questi piani: non c'è una modulistica predisposta (quantomeno per ora) dunque si tratterà di redigere un documento-tipo da allegare alla comunicazione/richiesta di permesso. L'elaborato grafico del titolo edilizio potrà integrare le informazioni richieste da questo piano, che sono essenzialmente la localizzazione cartografica su mappa catastale, cosa che generalmente già si fa. Per i cantieri piccoli, come può capitare nelle semplici ristrutturazioni di un locale commerciale per esempio, sarà necessario attuare questa procedura, che appare sproporzionata rispetto al "rischio";
  • a seconda della procedura che avete dovuto seguire, a fine lavori occorrerà produrre non solo i formulari discarica, ma anche un documento in cui si riepiloga l'avvenuta corretta gestione del rifiuto, che deve coincidere con quanto dichiarato in sede progettuale (quindi i metri cubi di rifiuti previsti in progetto dovranno poi coincidere con quelli effettivamente conferiti, fatta salva la possibilità di giustificare eventuali differenze);
L'allegato 1 o il piano di gestione rifiuti andranno (andrebbero già da oggi) allegati alle richieste di titolo edilizio o alle CILA/CIL anche se inviate telematicamente. I municipi potrebbero metterci qualche settimana o mese per adeguarsi, ma dato che la delibera è immediatamente operativa, vi suggerisco di iniziare spontaneamente a produrre questa documentazione, dato che c'è il rischio che vi venga richiesta successivamente.

per il calcolo del volume di rifiuto prodotto, io attuerei un procedimento lineare: se occorre demolire una parete tramezza lunga 3,5 metri, alta 3 metri e spessa 8 cm compresi gli intonaci e che comprende una porta, io farei il computo del volume vuoto per pieno, quindi 3,5x3x0,08=0,84 mc, senza considerare i "vuoti" dei mattoni forati ed il vuoto della porta. Nella demolizione di un pavimento con relativo massetto, si può facilmente moltiplicare la superficie calpestabile per lo spessore medio presunto, dunque per esempio per 90mq di pavimento in grès (spessore 1cm) e massetto di 5 cm si può calcolare nel seguente modo: 90 x 0,06 = 5,4mc. In verità, il volume effettivo del rifiuto è superiore al volume esatto di quanto demolito, e questo perché gli inerti edili sono incoerenti e di grossa pezzatura, e insreriti nei sacchetti occupano più spazio di quello nominale. facilmente, 5mc di rifiuto "reale" sviluppano fino a 10mc di rifiuto effettivo. La delibera non specifica quale parametro utilizzare: in mancanza di dettaglio, attuerei il calcolo vuoto per pieno "esatto": in questo modo, ben difficilmente una ristrutturazione anche integrale di appartamenti anche fino a 120mq dovrebbero rimanere all'interno dei 30mc limite.

Per calcolare il peso dei rifiuti, richiesto nella compilazione dell'allegato 1, si può procedere moltiplicando il valore di volume vuoto per pieno già calcolato per il peso specifico medio degli elememti edilizi. Un massetto tradizionale pesa circa 1.800 kg/mc, mentre una piastrella in grès generalmente sta intorno ai 2.200 kg/mc. dunque riprendendo il calcolo di prima relativo a pavimento e massetto, avremmo le seguenti: peso massetto: 90mq x 0,05 mt x 1.800kg/mc =  8.100kg = 8,1ton + peso pavimento 90mq x 0,01mt x 2.200 = 1.980kg = 1,98 ton. Demolire un pavimento e massetto di 90mq comporta quindi la produzione di circa 10 tonnellate di rifiuto edile, ovvero il peso di circa 6 automobili di dimensioni medie. Considerate che i formulari discarica vanno generalmente a peso e non a volume.

25 commenti:

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  2. Caro collega ... qui invece di semplificare le cose le stiamo complicando ... come ha detto all'inizio aumentano le responsabilità ma l'onorario per poter lavorare è sempre quello (ovvero basso). La ringrazio come sempre per la sua tempestiva ed esaustiva spiegazione. Vedremo come allegare questa nuova documentazione alla CILA telematica anche se come dice lei i municipi ci metteranno settimane ma secondo me parecchi mesi ad adeguarsi (calcoli che una CILA per lavori eseguiti presentata telematicamente il 30.08.2016 e chiusa praticamente qualche giorno dopo alla data odierna risulta appena andata in scelta esito ... assurdo)

    In sintesi: Allegato 1 a presentazione mentre l'Allegato 2 a fine lavori con i formulari in allegato giusto?

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    1. si, allegato 1 da presentarsi insieme al titolo ed allegato 2 a fine lavori.

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    2. Durante l'invio telematico però, non compare nella lista degli allegati all'istanza la casella dedicata all'allegato 1. Bisogna inviarlo subito dopo aver protocollato come comunicazione formale?

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    3. nelle CILA non lo allegherei finché non è espressamente richiesto, anche se la circolare è già operativa.

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    4. Alla presentazione di fine lavori però...il sistema genera la consegna del formulario ovvero della dichiarazione alternativa.

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    5. i formulari discarica vanno sempre prodotti: era obbligatorio anche prima di questa delibera (che difatti secondo me non introduce nulla di nuovo e non risolverà il problema).

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  3. Grazie per questo prezioso contributo. Purtroppo la responsabilità per i tecnici è sempre più pesante, ma come si gestiranno le CILA dove non è obbligatoria la figura del D.LL né sussiste l'obbligo di dichiarare la fine dei lavori? ci sarà la nomina ad hoc di un tecnico dei rifiuti ? Di certo è assurdo che l'80% dei rifiuti dei cantieri finisca abbandonato ai bordi delle strade, ma non ci vorrebbe molto a fare opera di prevenzione, fermare i soliti furgoni scassati che indisturbati si dedicano a questa forma di inquinamento ambientale e sequestrarli. Mentre noi tecnici ci troviamo l'ennesimo fardello burocratico, chi fa lavori in nero, con operai in nero e smaltimento in nero continuerà a prosperare.

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    1. se non c'è il dl la gestione rifiuti deve essere pianificata dal progettista ma poi di fatto non si sa chi ne ha la responsabilità della verifica. in verità, comunque, i rifiuti edilizi a Roma quasi mai vengono davvero abbandonati: il problema è la tracciabilità, cosa che questa delibera cerca di risolvere ma scaricando la responsabilità sui tecnici.

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  4. Ciao architetto,

    per una semplice Cila che prevede poche demolizioni/rimozioni, tipo quelle da te descritte nel post, sai se ci sono dei codici CER specifici oppure bisogna rifarsi solo alla tab. I del DGR citato?
    Grazie del sempre prezioso contributo.

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    1. non sembrano esserci modelli semplificati per cantieri minori.

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  5. Gentilissimo Marco, innanzitutto grazie per condividere le tue riflessioni su questa ennesima bega che la pubblica amministrazione ci "accolla" e di cui si parla ancora poco. Concordo sul discorso che fai sull'adeguamento delle parcelle viste le "ulteriori responsabilità gravi" che abbiamo noi progettisti (oltre al lavoro extra!), ma questa è una questione di difficile recepimento da parte della maggior parte dei clienti e ancor più difficile da far capire a colleghi diciamo così "più smaliziati".
    Quindi secondo la Delibera anche per una semplice cila per spostare un tramezzo in un c1 bisogna predisporre un piano di gestione dei rifiuti? farsi dire in anticipo dall'impresa in che discarica andrà a smaltire i materiali di risulta, calcolare le quantità di materiale prodotto (per altro divise per tipologia) e a fine lavori tutto ciò dovrà "fare scopa" con i Fir? Mi pare una follia! C'è da chiedersi a questo punto se verranno accettate tranquillamente le giustificazioni a fine lavori sulla non esattezza della stima in fase di progettazione.
    Dalla tua esperienza recente ti è già capitato che richiedessero questa ulteriore documentazione sia in fase di deposito dell'istanza che in fase di fine lavori? Oppure gli uffici tecnici dei municipi ancora non stanno seguendo le prescrizioni della delibera? ci mancava anche questa!

    saluti e complimenti per il blog, sei encomiabile!

    Gabriele

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    1. non mi è mai capitato finora che la chiedessero ufficialmente, nè il suet pare aggiornato a questa procedura. Concordo sul fatto che è un aggravio quasi inutile, anche perché il problema non è che i materiali non vengano smaltiti correttamente, perché le ditte li portano comunque in discarica.

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  6. Gentilissimo Marco, condivido le risposte che mi sono state date da due diversi municipi riguardo la questione rifiuti: al 1° mi hanno detto che loro non possono controllare anche questa cosa, che non la richiedono espressamente, che se si fa si può allegare ma che per loro ancora non è obbligatorio. Al 5° invece in fase di "revisione" pre-deposito di una scia è stata espressamente citata dal tecnico, dicendomi che va allegata in fase di deposito, e l'allegato2 coi FIR a fine lavori; io l'avevo già pronta e il tecnico l'ha guardata con curiosità chiedendomi anche specifiche su dove avessi trovato i codici CER dei rifiuti e sull'impianto di discarica da me indicato (che fa recupero degli inerti) e del quale va indicato il codice autorizzativo. Insomma ancora informazioni vage e difformi a seconda di con chi si parla e in che municipio si opera!

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  7. Ciao Marco, fortunatamente sei sempre un punto di riferimento :-)
    Mi trovo a dover fare (o meglio far fare) un piano di gestione dei rifiuti per un cantiere (che ovviamente non rientra nei famosi 30 mc). Conosci qualche figura professionale che se ne possa occupare...non avendone io mai fatti e non volendomi imbarcare in questa cosa??
    un saluto e grazie sempre per i tuoi preziosissimi contributi!!
    Marcella Pelaia

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    1. Ciao Marcella,
      no direttamente non conosco nessuno nè mi è mai capitato di dover fare questo piano finora.

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  8. Architetto buongiorno, mi è stato richiesto per la prima volta l'allegato 1 della del. 100, e mi chiedevo come compilarlo. Nello specifico, non sarebbe possibile indicare una stima in volume delle demolizioni, accorpata nel codice CER generico 17, o al limite 1701, per poi verificare la corrispondenza effettiva a fine lavori coi codici e le quantità specifiche? E poi, in fase iniziale, come compilare le voci 'Impianto/discarica ricevente', 'Operazione di recupero o smaltimento' e 'Titolo autorizzativo'? Grazie mille come sempre

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    1. il documento iniziale non può che essere orientativo, dunque è chiaro che l'unico documento che avrà concretezza è quello che si trasmetterà alla fine. per l'impianto ricevente bisogna sentire l'impresa per sapere dove andrà a scaricare. comunque la modalità operativa di questa delibera secondo me è fatta molto male perché di difficile applicazione ed interpretazione.

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  9. Personalmente, comincio a ritenere che le attività professionali che noi ING/ARCH svolgiamo, come questa del resto, ai sensi degli art. 46 e 47 del DPR 445/2000 (persona esercente un servizio di pubblica utilità ... a tutto favore dei tecnici municipali, vorrei aggiungere) dovrebbe essere retribuita: e non dal Cliente bensì dalla Istituzione stessa, magari anche mediante agevolazioni fiscali. Quanta attività professionale facciamo, ogni volta, al posto loro? ing. Giovanni Battista Lo Curzio.

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    1. si può essere d'accordo o meno sul farsi pagare dalla pubblica amministrazione per adempiere a procedure che sarebbero in carico a quest'ultima; più che altro mi sembra evidente ormai la tendenza a scaricare sul tecnico qualunque tipo di responsabilità, dopo averci addossato tutte quelle possibili immaginabili. Il problema è più che altro l'assenza di una tariffa minima: per assolvere ad un ruolo di pubblica utilità mi sembra assurdo che non ci sia un minimo tariffario.

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  10. perdonate l'intrusione ma individuo uno scollamento fra legislazione e moduli. nel Dlgs 152/2006 si specifica che (art. 193 comma 2) il FIR "deve essere compilato,datato e firmato dal produttore o il detentore", come produttore si intende colui che ha prodotto i rifiuti. Anche il D.G.R.Lazio 34/2012 Art.2.4 è chiaro: "La normativa vigente prevede per le imprese che effettuano attività di costruzione, demolizione e scavo i seguenti adempimenti: Redazione e tenuta del Formulario dei Rifiuti (FIR) per ogni carico avviato a conferimenti in impianto autorizzato..." quindi non comprendo come la modulistica far gravare tale onere sul tecnico che a fine lavori può soltanto allegare i formulari prodotti dall'impresa e non ha strumenti ne obblighi normativi per verificarne la correttezza.

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  11. perdonate l'intrusione ma individuo uno scollamento fra legislazione e moduli. nel Dlgs 152/2006 si specifica che (art. 193 comma 2) il FIR "deve essere compilato,datato e firmato dal produttore o il detentore", come produttore si intende colui che ha prodotto i rifiuti. Anche il D.G.R.Lazio 34/2012 Art.2.4 è chiaro: "La normativa vigente prevede per le imprese che effettuano attività di costruzione, demolizione e scavo i seguenti adempimenti: Redazione e tenuta del Formulario dei Rifiuti (FIR) per ogni carico avviato a conferimenti in impianto autorizzato..." quindi non comprendo come la modulistica far gravare tale onere sul tecnico che a fine lavori può soltanto allegare i formulari prodotti dall'impresa e non ha strumenti ne obblighi normativi per verificarne la correttezza.

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    1. rileggendo i passaggi normativi in effetti la responsabilità non è del tecnico ma solo dell'impresa, sebbene la giurisprudenza nel tempo ha attribuito al DL responsabilità di ogni sorta. Si potrebbe fare un interpello/esposto al nostro ordine: se hai tempo preparalo con dovizia di dettagli e riferimenti e mandamelo, così farò un post apposito per raccogliere le firme di sottoscrizione.

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    2. Hai ragione, si dovrebbe. Ci penso! Grazie.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.